Il Sentiero Ermano Fossati

Il Trail del Marchesato si svolge sul sentiero finalese nominato “Ermano Fossati” in memoria del Caposquadra Esperto del Distaccamento di Finale Ligure, deceduto nel 2010 in servizio mentre stava porgendo soccorso in un incidente sul colle del Melogno. Il trail è in sua memoria così come il sentiero percorso in gara.

Si parte da Finalborgo (e si ritorna qui)

Finalborgo, uno dei “borghi più Belli d’Italia”, è un gioiello a pochi passi dal mare che incanta con la sua atmosfera d’altri tempi.

Il nome deriva da Burgum Finarii, terra di confine (ad fines) ai tempi dei Romani e centro amministrativo del marchesato dei Del Carretto tra il XIV e il  XVI sec. Chiuso tra mura medievali ancora ben conservate, intervallate da torri semicircolari  e interrotte solo in corrispondenza delle porte, il Borgo di Finale (così detto per distinguerlo dalla Marina) offre subito al visitatore una sensazione di protezione e raccoglimento. L´antica concezione difensiva e comunitaria sopravvive nel reticolato delle vie, disposte perpendicolarmente tra loro a formare scorci affascinanti in spazi contenuti.

Percorsi gli stretti vicoli, ogni piazza è una conquista e una sorpresa, in grado di esibire meraviglie nella “pietra del Finale”, l´ardesia che adorna portoni, si modella in colonne, diamanti, ornamenti.

Il Centro Storico di Finalborgo, l’antico Burgum Fiunarii, per diversi secoli capitale del Marchesato e centro amministrativo di Finale, sorge in posizione strategica sulla piana alluvionale alla confluenza dei torrenti Pora e Aquila.

Castel San Giovanni

Tra il 1640 e il 1644, allo scopo di rafforzare le difese poco sopra il punto in cui si incontrano le valli del Pora e dell’Aquila, venne edificato un forte, Forte S. Giovanni, che adattandosi alla conformazione orografica inglobò l’antico torrione medioevale (ricordato dal Filelfo e di cui si ha notizia da un disegno del 1571) che raccordava le mura di Finalborgo sul monte Becchignolo. I lavori furono diretti da Ferdinando Glazer.

La costruzione si sviluppò con una tenaglia sul fronte meridionale e da una serie di cortine costituite da un’alta scarpa con cordolo di coronamento e basso parapetto sovrastante, priva d’aperture e con guardiole pensili sugli spigoli. Ulteriori interventi sulla fortezza furono guidati dall’ingegnere spagnolo Gaspare Beretta tra il 1674 ed il 1678.

La fortezza fu abbandonata dagli spagnoli nel 1707 e, dopo la sottomissione a Genova nel 1713, venne parzialmente distrutta. Nel 1822 fu adattata a penitenziario. Dal 1960 è di proprietà demaniale e negli ultimi anni è stata interamente restaurata.

Antri Rossi. Bellissima falesia ricca di vie di arrampicata dal 4° grado fino a 6c+.

Questa bellissima parete è esposta a sud rappresenta un ottimo punto di vista del finalese, è praticamente un balcone sul mare. La cosa sorprendente è la bellezza di questo piccolo posticino dove in pochi metri si può trovare dalla placca ai buconi in strapiombo, dalla canna alla fessura.

Al riparo dal vento e non molto alta offre una scalata su roccia ottima e molto lavorata. Le vie sono in prevalenza di forza ma non mancano tiri tecnici. Protetta ottimamente, la roccia non è unta e le vie hanno il nome alla base.

L’Arma Pollera, posta in località Rio della Valle della frazione Montesordo-Pianmarino del Comune di Finale Ligure.

Il toponimo “Arma” è l’espressione dialettale comunemente usata nel ponente ligure per indicare una caverna; poiché quasi tutte le “grotte” più significative del Finalese sono state, prima ancora, “caverne” abitate nella preistoria dai nostri antenati, ecco spiegato l’uso frequente del termine “Arma” per indicarle.

Bric del Frate. (solo Trail 38KM e 60KM)

La bastionata rocciosa del Bric del Frate (390 m) è ben visibile dall’autostrada dei Fiori, quando, provenendo da Savona, si giunge al casello di Feglino: domina la parte settentrionale dell’Altopiano di Montesordo, sovrastando l’ameno pianoro carsico di Pian Marino.

Ha un profilo caratteristico, sembra un gigante addormentato, in cima ai ripidi pendii lussureggianti di vegetazione, quando si identifica dall’autostrada lascia senza fiato.

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Bric di Pianarella (solo Trail 38KM e 60KM)

Il Bric di Pianarella è la più grande parete del ricco comprensorio di Finale Ligure. Ben visibile dall’autostrada dei Fiori, è caratterizzata da enormi erosioni rossastre. Le vie che la solcano, lunghe fino a 300 metri, garantiscono forte esposizione e difficoltà mediamente alte. 

La roccia è la quintessenza del fantastico calcare che rende tanto apprezzata Finale in Italia e non solo.

Le Manie (solo Trail 60KM)

Le Mànie sono una località nell’entroterra del comune di Finale Ligure.

Zona agricola di grande valore vitivinicolo vede anche nella pastorizia una sua importante caratteristica. Le estese superfici prative conosciute per i pic-nic primaverili, furono frequentate dalla notte dei tempi da pastori provenienti dalle Alpi Marittime.

La presenza di numerose grotte, tra le quali spiccano l’Arma delle Fate e la grotta dell’Arma, indica che la zona è stata abitata nella preistoria.

Il periodo romano vide la costruzione della via Aemilia Scauri e l’ammodernamento che la rese più sicura cambiandole il nome nella più conosciuta Julia Augusta oggi nota come Val Ponci per i resti di cinque meravigliosi ponti romani tre dei quali ancora in uso.

La chiesa di San Giacomo era il punto d’incontro domenicale delle varie famiglie contadine che popolano tutt’ora Le Manie e che animano le numerose Trattorie, amatissime da finalesi e “villeggianti”.

Le Manie rappresentano un vero polmone verde e la breve distanza che divide l’altopiano dal mare lo rende meta anche di cultori dell’enogastronomia: molte infatti le trattorie e gli agriturismi che propongono la cucina tipica locale.

Tutto il territorio è attraversato da una estesissima rete sentieristica, percorribile sia praticando trekking o nordic walking, sia in sella ad una MTB e\o Gravity Bike.

Per raggiungere questo splendido altopiano, seguire le indicazioni con partenza da Finalpia. Dalla cima dell’altopiano si diramano numerosi sentieri.

Val Ponci, la valle dei ponti romani (solo Trail 60KM)

L a val Ponci è l’antico collegamento con le Manie e quindi con Noli.

Per evitare i dirupi di Capo Noli, la via Giulia Augusta (13-12 a.C.), che collegava Piacenza al sud della Francia, si sviluppava in un percorso interno con spettacolari opere ingegneristiche. Dal valico di Magnone la strada scendeva verso Finale e nel tratto della val Ponci si possono ancora oggi ammirare cinque grandi ponti di perfetta costruzione che assicuravano l’attraversamento del torrente.

Particolarmente notevole il primo che si incontra partendo da Verzi (l’ultimo in direzione del trail del Marchesato, detto “Ponte delle Fate” (perché prossimo all’omonima grotta) praticamente intatto.
Ben conservati sono anche il terzo ed il quarto, detti rispettivamente “delle Voze o Muto” e “dell’Acqua”. Del secondo, “Ponte Sordo”, si conserva solo la rampa d’accesso, mentre del quinto “Ponte di Magnone” rimane solo un parte dell’arco.

Rocca di Corno (solo Trail 38KM e 60KM)

L’imponente Rocca di Corno (306 m) sovrastante la valle Ponci è il luogo di nascita della prima via d’arrampicata del Finalese. 

Naturalmente al riparo dai freddi venti invernali, la Rocca di Corno rimane molto frequentata anche durante l’inverno grazie anche alle magnifiche vie che offre, costellate di pilastri e diedri e, da non sottovalutare, al fantastico paesaggio che appare svettando sulla cima della rocca.

Rocca degli Uccelli (solo Trail 38KM e 60KM)

La bella parete della Rocca degli Uccelli, alta fino a 120 metri, è una delle pareti, se non la parete, meno frequentate del finalese. E questo ha dell’incredibile perché i muri verticali di roccia bianca che la formano sono di gran qualità e offrono un’arrampicata di classe su roccia più lisciata che in altre zone, con monotiri e vie lunghe.

La Rocca degli Uccelli rimane un luogo per veri intenditori con ancora tanto spazio per nuove vie.

Boragni (solo Trail 38KM e 60KM)

Boragni sorge a mezzacosta nella valle del torrente Sciusa, a poca distanza dal soprastante paese di Orco, circondata da terrazzamenti con uliveti e vigneti.

Questo piccolo e caratteristico gruppo di case mediterranee è un evidente esempio di borgo fortificato, costruito dai contadini della zona per proteggersi dalle incursioni saracene che spesso causavano saccheggi e violenze anche nel primo entroterra.

Gli edifici sono disposti in circolo, addossati gli uni agli altri, con poche e piccole aperture verso l’esterno dotate di inferriate, mentre all’interno si trovano, ben protetti, piccoli spazi aperti utilizzati come orti e cortili.

Boragni è percorso da parte a parte da un suggestivo passaggio coperto da volte in pietra, una sicura via di comunicazione interna, illuminata improvvisamente dal verde di piccoli giardini.

Grazie allo straordinario ambiente circostante, Boragni è una meta per escursionisti ed arrampicatori: da qui partono i sentieri per le suggestive grotte Strapatente e Balconi e per le vicine palestre di roccia.

Nella cosiddetta “Bastionata di Boragni”, un’ampia falesia che sovrasta il borgo, l’acqua ha eroso con forza la roccia carsica lasciando un paesaggio suggestivo, ricco di anfratti, grotte e pareti fessurate in cui si trovano numerosi percorsi di arrampicata di tutti i livelli.

Grotta Strapatente (solo Trail 38KM e 60KM)

Situata sotto la grande bianca falesia in “Pietra di Finale” chiamata Bastionata di Boragni, la Grotta Strapatente è una galleria naturale in pendenza risalente al periodo del Miocene, che permette di attraversare da parte a parte il monte.
L’ingresso nord è raggiungibile tramite un sentiero che si dirama dal piccolo parcheggio soprastante l’abitato di Boragni, dopo aver attraversato una zona ricca di pareti per arrampicata ed essersi immersi nella densa vegetazione. Da qui si scende, con l’aiuto di una torcia, per un ripido passaggio verso l’ingresso sud, circondati da numerose stalattiti e stalagmiti ed anche colonne completamente formate. Molto suggestivo sentire e vedere gocciolare l’acqua calcarea.

Grotta Castelletti

La Rocca Carpanèa è collegata alla massiccia Rocca di Perti attraverso una breve dorsale boscosa sormontata da una movimentata crestina rocciosa denominata “I Castelletti”: fra i suoi anfratti si trovano alcune interessanti cavità, come l’angusta Arma du Pilin e la caratteristica piccola Grotta dei Castelletti (o dell’Omo Bun). Quest’ultima, usata in tempi remoti come abitazione, conserva ancora oggi al suo interno il focolaio scavato direttamente nella roccia.

Rocca di Perti

La Rocca di Perti rappresenta forse il più importante complesso d’arrampicata del Finalese.

Dal punto di vista geologico, le pareti rocciose della Rocca di Perti fanno parte della Formazione della “Pietra del Finale” ed in particolare si riferiscono ad un suo sottotipo, il “Membro del Monte Cucco”. L’origine della Pietra del Finale, formata per lo più da calcari bioclastici (calcari costituiti da parti dure,  resti di organismi cementati a calcite) e lenti arenaceo-conglomeratiche, è da datarsi al Miocene medio-inferiore (10-15 milioni d’anni fa). All’apparenza, queste rocce risultano compatte e massose nonostante la loro facile vulnerabilità e permeabilità agli agenti atmosferici. Numerosissime, infatti, risultano essere le cavità carsiche (generate dalle acque piovane e di infiltrazione) presenti nel finalese. Le falesie, invece, spesso risultano modellate da forme d’erosione superficiale, come le cavità alveolari ad opera del vento e della pioggia.

Castel Gavone

Castel Gavone (anche chiamato Castel Govone), a Finale Ligure, era probabilmente uno dei più grandi castelli d’Italia, quando era integro.

Intorno al 1181 Enrico I Del Carretto e suo figlio decisero di costruire un palazzo feudale in posizione dominante, dese del marchesato. Successivamente la struttura, residenza principale della famiglia, venne ampliata e fortificata.

Varie sono le vicissitudini storiche che hanno interessato l’edificio, abbattuto e ricostruito più volte nel corso del tempo. Nel 1490 venne aggiunta alla struttura la Torre dei Diamanti, e le mura di cinta vennero rinforzate. Una delle caratteristiche della Torre dei Diamanti è che le facciate sono rivestite da pietre sfaccettate e riquadre, che danno un effetto particolare all’intera struttura. La Torre si rivolge a spigolo acuto verso mezzogiorno. Dal 1989 il castello è di proprietà di Finale Ligure.